Il candidato Sindaco Vincenzo Minardi
Il Candidato Sindaco Vincenzo Minardi
Vincenzo Minardi detto ENZO. 66 anni. Ha lavorato per 40 anni presso la Cerdomus nel settore Sicurezza lavoro. Già sindacalista e membro delle segreterie provinciale e nazionale della UIL. In Forza Italia dal 1994, dal 2004 al 2019 è stato consigliere comunale a Castel Bolognese e coordinatore locale di Forza Italia.
IL PROGRAMMA ELETTORALE
“Protagonista delle tue scelte”
Più potere ai cittadini fa bene al Comune: un progetto per un qualificato sviluppo economico, sociale e culturale di Castel Bolognese.
Siamo una Lista civica che nasce dal basso e proprio per questa nostra caratteristica il primo passo per noi è stato quello di confrontarci con i nostri concittadini. L’ascolto è una delle fasi che caratterizzano il nostro percorso di formulazione delle proposte. Ci sono tante diverse realtà che formano la nostra società, ognuna degna di nota. Ciascuna di queste realtà ha i suoi problemi e i suoi desideri per il migliore funzionamento della comunità. Noi vogliamo raccogliere la voce di tutti, confrontarci con loro, siano essi singoli individui oppure riuniti in associazioni, gruppi, comitati. Nessuna verità calata dall’alto, ma una puntuale raccolta di quello che ci suggerisce chi ci sostiene e chi ci critica, perché spesso è proprio dalle critiche che si cresce.
La nostra è una Rivoluzione Culturale che deve portare tutti ad una maggiore consapevolezza dei propri diritti e doveri all’interno di una Democrazia evoluta. Tutti i suggerimenti, le proposte e le richieste che ci sono venute dai cittadini sono state inserite in vario modo nel nostro programma, a conferma del fatto che il nostro è realmente un Programma scritto dai cittadini per i cittadini.
Da una consapevolezza comune che l’impegno politico non si identifica in una ricerca personale di potere, ma nell’assolvere ad un dovere con spirito di servizio che, nell’ambito democratico, dovrebbe essere la prima garanzia per il cittadino, proponiamo per lo sviluppo del nostro paese, un’iniziativa ed un programma per il governo locale che si apra al contributo di tutti i cittadini che possano insieme realizzare nuove conquiste di libertà. Intendiamo operare per la costruzione di una città realmente libera, aperta, pluralista e democratica, in cui ai cittadini non è solo garantita la possibilità di votare, ma anche e soprattutto sono riconosciuti il diritto e la capacità di costruire dal basso. E’ necessario che l’Amministrazione comunale sia riformata nel senso di servizio alla libertà! Un’Amministrazione comunale, cioè, che riconosca e tuteli il diritto delle persone, delle famiglie e delle identità culturali e spirituali che hanno diritti originari e inalienabili su cui nessun potere statale può sindacare. Un’Amministrazione comunale al servizio della persona umana che decide, progetta, costruisce da sé, in piena autonomia, la risposta ai propri bisogni. Un’Amministrazione comunale che, individuati i bisogni, nel quadro di una programmazione, sostenga tali libere iniziative, fornendo o integrando gli strumenti e le risorse necessarie. Solo così sarà possibile trasformare la politica da strumento di potere, in luogo e momento di servizio per i cittadini.
Su questo programma, che diviene così un patto con i cittadini di Castel Bolognese, andremo sino in fondo.
Noi vogliamo…
un vero patto sociale: più potere ai cittadini, meno Stato,
attraverso un ripensamento dello Stato sociale che non pretenda di dare tutto gratis a tutti, ma garantisca in concreto i bisogni essenziali di ciascuno.
La nostra lista vuole una pubblica amministrazione che tolga dal centro l'apparato politico burocratico e rimetta al primo posto le persone, le famiglie, le associazioni e le imprese. La definizione delle leggi, delle normative, dei servizi in generale deve partire dai bisogni e dalle esigenze di questi soggetti e non dalle logiche e dagli interessi della classe politico burocratica.
Non è più possibile continuare a sperperare i soldi pubblici senza regole e senza limiti e poi tassare i cittadini per poter pagare i debiti accumulati. Noi vogliamo semplificare le tasse e ridurle. Il cittadino che paga le tasse deve inoltre poter vedere con chiarezza come sono impiegate e decidere, in libertà, se continuare a dare fiducia agli amministratori che hanno speso i suoi soldi.
Per ridurre le tasse bisogna ridurre la spesa, eliminando gli sprechi ma soprattutto imponendo dei limiti rigidissimi a chi ha il potere di spendere i soldi pubblici, in particolare, nei confronti dell’Amministrazione comunale nella redazione del Bilancio annuale.
La situazione economica italiana è gravissima. Stiamo attraversando un periodo di recessione che temiamo ci accompagnerà ancora per molto tempo. Riteniamo che il cittadino sia già stato abbondantemente tassato e, nella gestione della cosa pubblica, preferiamo decisamente seguire la via della riduzione delle spese straordinarie, dell'eliminazione degli sprechi e del riordino dei servizi.
Dalle considerazioni e proposte sovraesposte, razionalizzando le spese, riducendo ed eliminando spese straordinarie sarà possibile operare sgravi fiscali ed attivare incentivi per diverse categorie sociali e produttive del nostro comune.
Ritenendo prioritario volgere le nostre maggiori attenzioni alla famiglia quale elemento di stabilità, di equilibrio e di solidarietà del tessuto sociale, la nostra azione si esplicherà a favore del nucleo familiare che deve restare al centro della nostra società per evitare la dissoluzione dei vincoli di solidarietà che sono un patrimonio non sostituibile da forme di intervento dello stato. I titolari di diritti sociali non sono solo gli individui ma anche i soggetti sociali, come la famiglia, perché esercitano funzioni sociali. Per questo è necessario che esistano delle risposte in termini di stato sociale specificamente aderenti ai bisogni delle famiglie. I giovani incontrano gravi difficoltà a costituire una famiglia, gli anziani non autosufficienti potrebbero essere meglio assistiti in famiglia, il trattamento fiscale delle famiglie è addirittura penalizzante.
E' quindi necessario che la nostra Amministrazione comunale operi al fine di adottare misure di defiscalizzazione per le famiglie monoreddito e numerose e per quei nuclei familiari che si fanno volontariamente carico di membri socialmente deboli: portatori di Handicap e anziani.
Riconoscendoci in queste linee guida e promuovendo queste proposte desideriamo confrontarci per dare sempre più potere alla libertà e togliere libertà al potere.
0) ALLUVIONE COME RIPARTIRE:
Premesso che:
- In data 3 novembre 2010 il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Stefania Prestigiacomo ed il Presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani hanno sottoscritto, ai sensi dell’art. 2, comma 240 della Legge 27 dicembre 2009, n. 191, l’ “Accordo di Programma finalizzato alla programmazione e al finanziamento di interventi urgenti e prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico”, per un totale complessivo di € 154.879.629,15, di cui € 90.076.000,00 di risorse statali ed € 64.803.629,15 di cofinanziamento regionale.
- In base a quanto disposto dall’art. 5, comma 1 del citato Accordo, con Decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri del 10 dicembre 2010, fu nominato in una prima fase il Prefetto Vincenzo Grimaldi quale Commissario
Straordinario delegato per la sollecita attuazione degli interventi individuati nell’Accordo.
- In data 23 dicembre 2013 (Governo Letta – Presidente Regione Emilia Romagna Vasco Errani) è stato sottoscritto il Secondo Accordo Integrativo all’Accordo che prevedeva la realizzazione di interventi per un totale complessivo di € 144.474.050,96, di cui € 81.068.400 di risorse statali ed € 63.405.650,96 di cofinanziamento regionale, tra cui erano ricompresi gli interventi cofinanziati con le economie della Legge 267/1998 per complessivi € 2.297.121,32.
- Il 24 giugno 2014, con il Decreto Legge n. 91 convertito con modificazioni dalla Legge 11 agosto 2014, è stato
stabilito che ai Commissari Straordinari delegati per la sollecita realizzazione degli interventi individuati dagli accordi subentrassero i Presidenti di Regione.
- In seguito all’insediamento dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna il 29 dicembre 2014, il Presidente Stefano Bonaccini è divenuto Commissario Delegato per “la sollecita realizzazione degli interventi individuati dall’Accordo.
- La Direzione Generale per la Tutela del Territorio e delle Risorse Idriche del Ministero dell’Ambiente con la nota 58706/TRI/DIVX del 17 dicembre 2013, richieste che entro il 10 gennaio 2014, per il tramite dei Commissari, che le Regioni predisponessero una lista di nuovi interventi da proporre a finanziamento in relazione alle situazioni di massimo rischio per l’incolumità delle persone. Elenco che è stato fornito il 13 gennaio 2014.
- L’art. 7, comma 2 del decreto legge 12 settembre 2014, n. 133 (Presidente del Consiglio Renzi, Presidente della Regione Emilia Romagna Bonaccini), recante misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e la ripresa delle attività produttive, stabilì che a partire dalla programmazione 2015 le risorse destinate al finanziamento degli interventi in materia di mitigazione del rischio idrogeologico fossero utilizzate
tramite accordo di programma sottoscritto dalla Regione interessata e dal Ministero dell’Ambiente.
- A partire dal settembre 2014 è partito l’iter per la predisposizione dell’accordo di programma e iniziative conseguenti che, a vario titolo, ha visto coinvolta tra gli altri la Regione Emilia Romagna ed in particolare il commissario Bonaccini, la struttura di missione del Ministero, nonché il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica.
- Gli interventi erano da ricomprendere nel Piano Nazionale contro il Dissesto Idrogeologico 2014-2020 - Il 27 aprile 2015 con delibera 478/2015 la Giunta della Regione Emilia Romagna, presieduta dal Presidente nonché commissario ad acta Stefano Bonaccini, ha stabilito di:
• Proporre al Ministero dell’Ambiente ed alla Struttura di Missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche un dettagliato elenco di interventi inseriti in una serie di allegati, tra cui all’allegato A l’elenco “degli interventi da ricomprendere nel Piano nazionale contro il dissesto idrogeologico.
• Dare mandato all’Assessore competente per materia di coordinare incontri su base provinciale ai fini di una specifica informazione agli enti territoriali oltre che della condivisione delle criticità e delle soluzioni da proporre.
• Di rimandare a successive deliberazioni la programmazione degli interventi, sulla base dei finanziamenti effettivamente disponibili (a questo proposito si ricorda la quota di cofinanziamento regionale stabilità in 63.405.650,96 €)
- Tra gli interventi ricompresi nel Piano Nazionale per il Dissesto idrogeologico 2015-20– indicati nell’allegato A alla delibera di Giunta 478/2015 già citata troviamo:
• “Manutenzione di tutte le aste fluviali del territorio romagnolo, tramite sfalci, tagli, rimozione materiale, riprofilature, difese di massi, opere di ingegneria naturalistica. Per ogni annualità € 3.000.000 (€ 18.000.000
complessivi). Richiedente STB Romagna”
• “Realizzazione di casse di espansione e laminazione delle piene nel fiume Lamone e torrente Marzeno nelle località Molino del Rosso, Molino San Martino e Santa Lucia con espropriazioni e/o servitù”. Importo complessivo 8.500.000 €. Richiedente STB Romagna”
• “Progetto di messa in sicurezza dell’abitato di Faenza con risezionamenti e taglio piante da eseguirsi secondo le metodologie confacenti al tratto urbano”. Importo complessivo € 500.000. Richiedente STB Romagna.
• “ Messa in sicurezza degli abitati sparsi in località Isola, Molino S. Martino, S. Lucia del comune di Faenza. Adeguamento sezione di deflusso mediante risezionamento alveo, ripresa di frane, regolarizzazione e profilatura di scarpate e tagli alberi. Importo complessivo € 300.000. Richiedente STB Romagna.
• “Completamento delle casse di espansione del torrente Senio. Importo complessivo € 8.500.000 (località Tebano, Cuffiano – nda). Richiedente STB ROMAGNA”
- Il 3 agosto 2018 il Presidente Bonaccini confermava, anche a mezzo stampa, che la Corte dei Conti aveva dato il via libera per l’arrivo in Emilia-Romagna dei fondi stanziati per la sicurezza del territorio. € 74.000.000 complessivi finalizzati al finanziamento di diversi interventi “attesi da decenni” tra cui anche le casse di espansione sul fiume Senio in località Tebano e Cuffiano.
Letteralmente Bonaccini dichiarava: “Oggi con la registrazione alla Corte dei Conti dell’atto riceviamo poco meno di 80.000.000 di € che sono importantissimi perché da un lato ci garantiscono di onorare un impegno per due importanti interventi di prevenzione al dissesto idrogeologico, Casse di Baganza nel Parmense…. E le Casse del Senio per tutti i comuni della Bassa Romagna..”
- A distanza di cinque anni dalle ultime dichiarazioni del Presidente Bonaccini, molti degli interventi indicati nel Piano del Dissesto Idrogeologico 2014-2020 calendarizzati dalla sua Giunta non sono stati realizzati, certamente non quelli indicati nei punti in premessa del presente documento, certamente non le casse di espansione sul Lamone e torrente Marzeno, sicuramente non le casse di espansione e laminazione sul torrente Senio in località Tebano per il Comune di Faenza e Cuffiano per il Comune di Riolo Terme.
- Dopo le tragiche alluvioni di maggio la fragilità del territorio è emersa in tutta la sua tragicità e la mancanza di tutti quegli interventi di difesa e miglioramento della resilienza idrica si sono manifestati in modo violento e devastante. Molto di ciò che è accaduto in quei giorni della scorsa primavera era purtroppo previsto da decenni,
tanto da trovarne traccia evidente nelle analisi tecnico scientifiche che sia la Regione Emilia Romagna che la provincia di Ravenna avevano richiesto nel corso degli anni, ed in particolare si citano:
• Studio del 1992 commissionato dalla Provincia di Ravenna alla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna, successivamente rielaborato nel 2005 dal Servizio Tecnico di Bacino Romagna
• Piano infraregionale delle Attività Estrattive (PIAE) della Provincia di Ravenna, approvato con delibera del Consiglio Provinciale n. 18/2009 che alla tavola 21 individuava tre aree da destinare ad attività estrattiva da finalizzare alla realizzazione delle casse di espansione del Senio.
• Studio Progettuale DISTART (Dipartimento di Ingegneria delle Strutture, dei Trasporti, delle Acque, del Rilevamento e del Territorio dell’Università di Bologna) che analizzando il comportamento idraulico dell’alveo di pianura del fiume Senio, fino alla confluenza nel Reno, evidenziava una situazione di grave insufficienza idraulica, presentando rischi di sormonto degli argini anche per piene fluviali conseguenti ad eventi meteorici di ricorrenza venticinquennale, e suggeriva, per ridurre il rischio idraulico nei territori di pianura interessati dal torrente Senio a livelli accettabili, di ricorrere ad interventi di tipo tradizionale rivolti ad incrementare l’officiosità idraulica dell’alveo canalizzato attraverso il rialzo e ringrosso degli argini, là dove possibile, risezionamenti, rimozione della vegetazione fluviale infestante, eliminazione delle strozzature, ai quali associare la valorizzazione di alcune fasce golenali presenti a valle di Riolo Terme, in comune di faenza, trasformandole in vere e proprie casse di espansione utili alla laminazione dei colmi di piena, il tutto sulla base di un’analisi di opportunità idraulica e morfologica, nonché geologica, realizzata dallo stesso DISTART.
Considerato ancora che:
- Indipendentemente dalla portata oggettivamente eccezionale dell’evento alluvionale dello scorso maggio 2023, la totale assenza di tutti quegli elementi di protezione che erano stati pensati, studiati, elaborati, progettati e riprogettati, finanziati e non realizzati, ha contribuito in maniera più che determinante alla dimensione socio economica del danno arrecato alla città e ai suoi abitanti.
CI IMPEGNEREMO A:
- Richiedere formalmente alla Regione Emilia Romagna, al Commissario Delegato la sollecita realizzazione degli interventi individuati dall’ “Accordo di Programma finalizzato alla Programmazione e al finanziamento di interventi urgenti e prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico”, nonché al Presidente della Regione stessa, perché non sono stati portati a termine nell’arco di oltre quattordici anni gli interventi che la Regione stessa aveva ritenuto indispensabili per la riduzione del rischio idrogeologico nel territorio della Romagna in particolare.
- Richiedere l’istituzione di una commissione di inchiesta Regionale che faccia luce sulle responsabilità di chi a livello Regionale ha eventualmente impedito, rallentato, non finanziato, non accelerato, ostacolato, la realizzazione di tutti quei correttivi che erano stati individuati nei documenti e negli studi preparatori del più volte citato Accordo di Programma, tutti recepiti nelle delibere di Giunta che via via si sono susseguite negli anni senza interventi concreti.
- Sollecitare la struttura Commissariale presieduta dal Generale Figliuolo affinché con assoluta urgenza si sostituisca agli enti locali che in questi anni non sono riusciti a realizzare in Romagna non solo efficaci interventi infrastrutturali di difesa dal rischio idrogeologico, da loro stessi ritenuti indispensabili, ma nemmeno interventi di marginale mitigazione che avrebbero potuto certamente ridurre l’entità del danno arrecato.
- Accelerare le procedure per indennizzare privati e aziende per i danni subiti dall’alluvione;
- Ricostruzione e/o recupero di tutti gli edifici pubblici danneggiati dall’alluvione (scuole, municipio, teatrino etc.) con i fondi messi a disposizione dal Governo centrale, attraverso la struttura commissariale;
- Recuperare con sollecitudine il patrimonio storico artistico, librario e archivistico danneggiati dagli eventi alluvionali e collocazione in strutture “sicure” di tali patrimoni;
- Evitare che i cittadini o le imprese debbano abbandonare la propria terra e il proprio immobile, ricevendo un indennizzo, così come rappresentato dalla Regione;
- Favorire nella realizzazione di nuovi insediamenti tutte le iniziative che prevedano la realizzazione di vasche di laminazione e di casse di espansione a servizio dell’intero territorio comunale;
- Incentivare l’impegno dell’iniziativa privata nella messa in sicurezza degli argini e delle area limitrofe a tutti i corsi d’acqua.
1) URBANISTICA, TERRITORIO, CASA:
Salvaguardia e sviluppo del territorio:
Una corretta utilizzazione del territorio dovrà tener conto della vocazione di ciascuna sua componente ed essere improntata in alcuni casi anche a criteri di salvaguardia.
Sarà necessario avviare una corretta pianificazione territoriale che realizzi una reale tutela delle bellezze naturali e delle aree protette ed un’effettiva applicazione della valutazione dell’impatto ambientale, senza che ciò comprometta né lo sviluppo economico delle aree coinvolte, né le esigenze di tutela ambientale.
Attuare le più recenti norme in materia di tutela delle risorse idriche e di difesa del suolo, nonché realizzare una piena, concreta e fattibile applicazione della normativa in materia di rischi industriali, di inquinamento acustico e di valutazione di impatto ambientale.
In tale ambito opereremo per:
a) adeguare lo sviluppo urbanistico del nostro comune alle mutate esigenze abitative e di tutela del territorio;
b) il risanamento e la valorizzazione dei Canali e del fiume Senio;
c) ogni attività estrattiva che dovrà essere valutata nell’ambito delle compatibilità ambientali e paesistiche.
2) AREE RESIDENZIALI E CASE (Una casa per tutti):
Il problema della casa continua a rappresentare un’emergenza e cresce sempre più un’esigenza di alloggi in particolare per lavoratori, per famiglie a basso reddito ecc.
Rinnoviamo il nostro impegno di creare uno sviluppo residenziale rivolto al futuro ed alle reali esigenze della popolazione di Castel Bolognese: uno sviluppo opportunamente controllato e regolamentato per l’individuazione di nuove aree di intervento urbanistico.
Attraverso lo strumento del PSC, POC e RUE si darà risposta con la realizzazione di aree di edilizia popolare e di lottizzazione comunale all’esigenza di molte famiglie all’acquisto della prima casa.
E’ fondamentale quindi articolare risposte quali l’individuazione di alloggi sociali e di alloggi a canone calmierato.
Oltre a ciò si vede la necessità del recupero di quei fabbricati posti anche nelle campagne che rivestono importanza tipologica e storico monumentale e di tutti gli edifici del vecchio patrimonio edilizio rurale.
Si dovranno inoltre porre in campo provvedimenti atti all’utilizzo di edifici da destinare al mercato dell’affitto e rispondere alle esigenze abitative delle persone anziane e delle giovani coppie.
Si dovrà inoltre prevedere la messa a disposizione di aree pubbliche per nuove costruzioni destinate all’affitto a prezzi contenuti, prestiti d’onore, costruzione di un’agenzia per l’affitto che faccia incontrare domanda e offerta fornendo reciproche garanzie.
Offriremo la concreta possibilità di concedere l’opportunità di acquistare una casa di 80mq a € 70.000 circa.
Si dovranno inoltre prevedere incentivi per coloro che nella costruzione delle abitazioni utilizzeranno sistemi che favoriscano la tutela dell’ambiente , della salute e il risparmio energetico (c.d. bioarchitettura)
Si dovrà inoltre prevedere la riqualificazione e l’accrescimento delle aree di verde pubblico.
Adozione di criteri incentivanti per l'assegnazione di appalti di lavori pubblici a favore delle aziende locali.
Modifica dei regolamenti per l'assegnazione dei contributi sociali, dei posti negli asili e delle case popolari inserendo il principio di anzianità di residenza con limite minimo per l'accesso di 5 anni di permanenza ininterrotta nel Comune destinatario della richiesta.
Potranno accedere alle graduatorie per ottenere una casa popolare gli stranieri non comunitari residenti da almeno dieci anni sul territorio nazionale. Per ottenere l'alloggio, inoltre, tutti dovranno dimostrare di risiedere da almeno cinque anni nel bacino di utenza del comune che emana il bando. Gli alloggi, inoltre, non potranno essere assegnati ai cittadini con condanne penali passate in giudicato ad eccezione di coloro che hanno concluso un percorso di riabilitazione.
La metà degli alloggi disponibili, inoltre, sarà destinato alle famiglie che vivono sotto la soglia di povertà assoluta. Per la restante parte sarà data priorità, oltre alle famiglie in possesso dei requisiti, alle categorie fragili come anziani, famiglie con disabili o malati terminali, giovani coppie con non più di quarant'anni e con figli a carico, genitori separati e divorziati, persone sole con minori e nuclei familiari in condizioni di emergenza abitativa.
Ci impegneremo inoltre a:
· favorire la ristrutturazione e la riqualificazione degli edifici già esistenti rispetto alle nuove costruzioni. La costruzione di nuovi insediamenti deve essere subordinata al previo recupero dei vani già esistenti ed inutilizzati;
· impedire la costruzione di nuove aree industriali e artigianali fino a che non siano completate le capacità di carico di quelle esistenti,
· ristrutturare e convertire gli edifici già esistenti in edifici con efficienza energetica più vicina a quella delle cosiddette case “passive”. Così facendo verrà aperto un nuovo tipo di mercato immobiliare dove gli edifici più virtuosi, per quanto riguarda sia il risparmio energetico che quello correlato alla scelta di materiali naturali, avranno una maggiore valutazione alla vendita.
· favorire le costruzioni in classe energetica A;
· usare nell’edilizia materiali locali, per quanto possibile, e riusare i materiali provenienti dalle demolizioni;
· creare una lista aperta ed in continuo aggiornamento dei materiali a basso impatto e ad elevata efficienza energetica autorizzati dal Comune di Castel Bolognese;
· prevedere, per le nuove costruzioni, sgravi fiscali o la possibilità di aumentare la superficie di costruzione nel caso si tratti di case in legno.
Cohousing
In un mondo dove l’egoismo, la poca conoscenza dell’altro, lo sfruttamento delle risorse e la frenesia quotidiana, sono padroni delle nostre vite, si deve ritrovare un modo per conoscersi, per condividere le esperienze, dialogare ed aiutarsi. Bloccando il consumo di territorio, arrivando ad autorizzare prevalentemente il recupero del vecchio o il ripristino dell’esistente, una delle poche alternative “al nuovo” diviene la pratica del Cohousing. Luoghi di vita sociale in cui si ha l’autonomia dell’abitazione privata con i vantaggi di servizi, risorse e spazi condivisi, abbassando i costi. Possono diventare lo sfogo della fantasia di amici, conoscenti o sconosciuti che intraprendono insieme un cammino di condivisione di forze, risorse, vita, con benefici dal punto di vista sia sociale (derivante dall’aiuto reciproco e dalla concentrazione delle forze) che ambientale (minore impatto negli spostamenti, nel consumo, nel riuso). La pratica, attiva dagli anni sessanta, ha avuto origine in Scandinavia e, dopo essersi diffusa nel Nord Europa, è ora arrivata oltre oceano, sino al Giappone. Il Cohousing, verrà favorito dall’Amministrazione, con l’aiuto di apposite figure tecniche comunali e volontari, competenti nel settore per studi e passione, che affiancheranno tutti gli interessati nel cammino e nella progettualità di tale opera. L’”affiancamento” consiste nella supervisione dei luoghi, nelle metodologie di progettazione e nella scelta delle persone adatte a tale esperienza. Un percorso in crescendo che come inizio prevederà un limite massimo annuale di una Cohousing con sette nuclei familiari. Solo per la nascita di esperienze di Cohousing il Comune potrà dopo accurate valutazioni, autorizzare l’edificazione di nuove aree.
3) SVILUPPO PRODUTTIVO, ECONOMICO, OCCUPAZIONALE:
Il futuro di Castel Bolognese dovrà porre al centro il rilancio del lavoro, in particolare per i giovani (evitando, innanzitutto la fuga di aziende dal nostro territorio). Il sistema economico castellano dovrà perciò rafforzarsi nei settori tradizionali (agro-alimentare, ceramico, metalmeccanico) per reggere crisi e alla competizione in atto, integrandosi con il contesto territoriale più ampio (unione, provincia, regione). Castel Bolognese dovrà essere credibile per chi vuole investire in nuove imprese e per fare ciò occorrerà:
a) eliminare le pastoie burocratiche, semplificare le procedure amministrative, ridurre l’imposizione fiscale locale e abbassare il costo delle aree destinate agli insediamenti industriali;
b) favorire l’insediamento di nuove aziende e l’ampliamento di quelle esistenti, riqualificando il tessuto produttivo, tenendo conto della tutela e del risanamento ambientale;
c) favorire tutti i rapporti di lavoro flessibile nel rispetto dei diritti doveri dei datori di lavoro e lavoratori;
d) rendere più efficaci i corsi di formazione professionale, aprendo anche ai privati questo mercato, al fine di qualificare la nuova forza lavoro, anche per le esigenze indotte dalle innovazioni tecnologiche e dai nuovi modi di lavorare;
e) rilanciare decisamente i centri di servizi alle imprese e i poli di ricerca più avanzati (agroalimentare e ceramico) anche tramite rapporti di collaborazione con gli Istituti universitari;
f) partecipare a fondi comunali, provinciali, regionali ed europei a sostegno della piccola e media impresa;
g) creazione di un tavolo permanente di confronto fra Amministrazione comunale, aziende, parti sociali per far fronte a particolari situazioni di emergenza e per l'ideazione di nuovi progetti e proposte per il continuo rilancio industriale del nostro paese;
h) promuovere interventi economici nell’ambito dell’attuale struttura produttiva e a favore dei nuovi insediamenti, in accordo con le singole aziende, le categorie imprenditoriali e gli istituti di credito;
i) promuovere l’utilizzo dell’acquedotto industriale, per un corretto utilizzo della risorsa acqua;
j) ricercare le condizioni per la realizzazione di una nuova viabilità nella zona industriale, favorendo la realizzazione di infrastrutture viarie a servizio dell’intero assetto industriale di Castel Bolognese e della Vallata del Senio.
IL PROGRAMMA ELETTORALE
Politiche attive per l’autoimprenditorialità
Con il progetto CASTEL BOLOGNESE CREA LAVORO si cercherà di aiutare le persone prive di lavoro e le aziende in crisi, ad utilizzare i fondi che periodicamente vengono messi a disposizione dalla Regione o da altri Enti pubblici per le iniziative di auto imprenditorialità. In particolare si tratta di dare un minimo di supporto sia nella fase di progettazione dell'iniziativa, ma anche nella sua concreta fattibilità specialmente per quanto riguarda le attività nei campi dei sevizi alla persona, dei trasporti collettivi e ambientali ove il Comune ha maggiore sensibilità circa i bisogni della popolazione che potrebbero essere ben soddisfatti da nuove iniziative di servizio. Il supporto principale è in primo luogo quello della predisposizione del progetto e il relativo business plan e la disponibilità di spazi per la costituzione dell'azienda, non escludendo la possibilità di offrire in comodato d’uso gratuito edifici o strutture di proprietà del Comune di Castel Bolognese. Valutare per esempio la necessità di autorizzazioni oppure di saturazione del mercato. Da non sottovalutare la possibilità che tali iniziative possano essere di interesse comunale come nel caso di servizi all'infanzia, agli anziani, ai disabili, educazione ecc...e che quindi la domanda possa essere soddisfatta da coloro che sono senza lavoro. La creazione di posti di lavoro deve essere effettuata tramite politiche attive che possa aiutare e favorire la collocazione delle risorse inoccupate. Utilizzo maggiore degli edifici scolastici favorendone quindi l'apertura pomeridiana e magari anche domenicale per realizzare corsi tenuti da associazioni volontariato (es. alfabetizzazione informatica, italiano per stranieri, cultura, tradizioni, dialetti del territorio, università per adulti ecc.) realizzando dunque punti di aggregazione per i giovani.
Banca del Tempo
La carenza di spazi adeguati è uno degli elementi che determinano una maggiore aggregazione e la diffusione di iniziative e corsi destinati ai cittadini di qualsiasi età. Si propone quindi di concedere con maggiore facilità l’uso delle strutture scolastiche o comunque comunali al fine di favorire iniziative di aggregazione di tipo ludico, culturale, para‐scolastico o di semplice aggregazione. L’utilizzo è evidentemente nelle ore pomeridiane, serali o comunque festive in modo da non compromettere l’ordinario svolgimento dell’attività. Tutto questo è il necessario corollario per una maggiore diffusione della Banca del Tempo e cioè della possibilità di scambiarsi servizi a fronte dell’impiego del proprio tempo a favore degli altri. Quindi l’attività di apertura e custodia dei locali non avrebbe impatti economici dato che verrà remunerata dai servizi disponibili nella Banca del Tempo. Nello stesso modo chi tiene il corso di teatro, inglese, ballo ecc...potrà poi usufruire dei servizi messi a disposizione dagli altri. Tramite la partecipazione e la condivisione si aumenta quel senso civico e di solidarietà che la frenetica vita moderna ha ridotto. Di queste iniziative e di quelle della Banca del Tempo dovrà essere dato ampio risalto nel sito internet comunale in modo da promuovere adeguatamente le attività.
Una “moneta” comunale
Una moneta comunale per il rilancio economico della comunità. Uno strumento monetario comunale è possibile, ogni Comune può emettere moneta propria valevole nel territorio comunale, questo perché nella Costituzione Italiana è tuttora consentita l’emissione comunale di cartamoneta (in forma di "buoni" od altro). Per questa ragione proponiamo questa azione come primo passo da compiere per la promozione economica locale e la rivalutazione del denaro in quanto mezzo di scambio per beni e lavoro. Il denaro non è altro che un simbolo della capacità di una comunità (ma anche di un individuo) di poter operare e attraverso la propria opera, di poter disporre e scambiare quanto gli è necessario per la sopravvivenza ed il benessere. E' un'operazione di welfare distributivo, ma anche di innovazione e di marketing. Contiamo di implementare queste misure di welfare distributivo a sostegno delle persone svantaggiate che potranno utilizzare la moneta comunale presso tutti gli esercizi commerciali e le imprese aderenti della nostra città. La moneta comunale, essendo spendibile esclusivamente all’interno dei confini comunali, darà modo di realizzare un’economia circolare all’interno del nostro paese, favorendo al tempo stesso i cittadini e le attività commerciali castellane.
L'obiettivo dei certificati di credito locali è, infatti, quello di sostenere l'economia del territorio. Più si fa circolare la moneta all'interno della comunità, più la ricchezza rimane sul territorio, anziché prendere la strada verso altre città.
4) COMMERCIO E CENTRO STORICO:
In campo commerciale dovranno potersi attuare interventi per la tutela e la riqualificazione dell’attuale struttura della distribuzione, ridisegnando le caratteristiche richieste per l’apertura di nuovi insediamenti della grande distribuzione, favorendo la creazione di associazioni fra commercianti di piccole dimensioni destinati a nuovi insediamenti commerciali e all’utilizzo delle aree dismesse.
Inserire nella pianificazione urbanistica lo spazio per le attività commerciali, in special modo attraverso il recupero del tessuto commerciale del centro storico della città. In tale ambito intervenire sulle aree dismesse riducendo oneri di urbanizzazione; creare servizi per favorire la riorganizzazione delle piccole imprese; valorizzare il ruolo del centro storico come centro commerciale naturale, attrezzandolo con un’adeguata rete di parcheggi e di luoghi di sosta temporanea, con aree riservate per gli esercenti ed i residenti, non escludendo una parziale riapertura del centro storico al traffico veicolare.
Regolamento del piano del commercio per privilegiare l'insediamento di negozi tipici del territorio nel centro storico, anche attraverso un adeguato piano di recupero dello stesso.
Liberalizzazione degli orari per gli esercizi commerciali di piccole dimensioni.
Procedere alla riforma della finanza locale, superando la logica dell’improvvisazione che porta ad aree di “superprelievo” fiscale per la doppia incidenza di tributi erariali e locali.
Si promuoveranno i mercatini dell’usato comunali e i mercatini privati dell’hobbystica, del riuso e dello scambio, creando spazi comunali periodici in cui con un piccolo contributo si possa affittare una piazzola e rivendere o scambiare quello che non si usa più, ma che può essere utile ad altri. Non bisogna sprecare nemmeno un prodotto: attraverso il “Last Minute Market” è possibile recuperare merci invendute, senza valore commerciale, ma ancora idonee per essere utilizzate, trasformando in una risorsa quello che sarebbe destinato ad essere un rifiuto. Le aree di attività del “Last Minute Market” sono:
1) “Food” che permette il recupero dei prodotti alimentari invenduti, ancora idonei per l’alimentazione.
2) “Book” che permette il recupero dei libri, invenduti, che rimangono nei magazzini degli editori e che dopo un certo periodo di tempo sono destinati al macero.
3) “Pharmacy” che permette il recupero dei prodotti farmaceutici (prodotti da banco e prodotti per lattanti), ancora idonei all’uso.
4) “No Food” che permette il recupero dei beni non alimentari invenduti come ad esempio una bottiglia di shampoo con il tappo rotto, la carta igienica dalla confezione danneggiata, i prodotti per la pulizia della casa con difetti di imballaggio.
I fruitori dei beni donati saranno enti ed associazioni che offrono assistenza a persone in condizioni di disagio sociale e Biblioteche Comunali, Provinciali e Scolastiche.
5) INDUSTRIA E ARTIGIANATO LOCALE:
La crisi economica e la globalizzazione dei mercati stanno mettendo in grossa difficoltà i piccoli e medi imprenditori locali che si trovano a dover fare i conti con una flessione degli ordinativi ed una contrazione degli utili necessari al mantenimento delle loro strutture produttive e al supporto degli investimenti futuri. E’ stato dimostrato da recenti studi che quello del fotovoltaico è un settore con una a crescita a tre cifre. Il fotovoltaico, che porta con se un indotto di progettisti, installatori e manutentori artigiani locali, rappresenta solo un esempio di quelle che sono le nostre idee per incentivare la conversione e la ripresa economica delle nostre aree industriali in sofferenza. Eolico, riciclo dei rifiuti, ricerca e sviluppo, cogenerazione, risparmio energetico sono altri mercati sui quali puntare per ridare linfa vitale ad imprese che non trovano più sbocchi all’interno dei mercati “tradizionali” e a bassa specializzazione. Lavoreremo con le banche per favorire il credito agli imprenditori che decideranno di investire in questi mercati mantenendo la produzione all’interno del territorio comunale. Lavoreremo per potenziare la multimodalità dei trasporti anche in ambito industriale.
La nostra lista riconosce l’importanza e il ruolo del comparto artigiano nello sviluppo del tessuto economico e dell’occupazione nel nostro paese. Si opererà, perciò, al fine di:
a) Creazione di fondi di garanzia per le imprese;
b) Aiuto alle imprese vittime dell’usura;
c) Promuovere ed accrescere l’imprenditoria giovanile;
d) Detassare l’avviamento quando l’impresa è ceduta ad altri artigiani;
e) Semplificare per quanto riguarda la regolamentazione ambientale, gli adempimenti richiesti dalla normativa vigente e limitare la tariffa comunale per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani alla sola superficie non destinata alla produzione;
f) Favorire l’organizzazione di manifestazioni fieristiche e di mostre che consentano a tutta la popolazione di prendere conoscenza dei prodotti artigianali.
g) Sviluppare una politica del credito nei confronti della piccola e media impresa favorendo tutti i tipi di consorzi già autonomi delle singole categorie produttive;
h) Dare certezza dal punto di vista degli incentivi finanziari, in materia di credito agevolato, snellendo le procedure e decentrando gli sportelli.
6) AGRICOLTURA:
Nel riconoscere al mondo agricolo un ruolo primario, riteniamo doveroso adoperarci per una nuova immagine dell’agricoltura e dell’imprenditore agricolo, riconfermandone gli aspetti economici e sociali di rilevante importanza nel nostro comune.
La cooperazione nel settore agricolo (in particolare nei comparti vitivinicolo ed ortofrutticolo) sta vivendo un momento di consolidamento e di integrazione fra strutture importanti.
Sarà innanzitutto necessario offrire la reale possibilità per gli imprenditori agricoli di accedere ai Fondi Europei PAC per i Piani di Sviluppo Rurale.
Sul piano dei servizi all’agricoltura è di particolare urgenza la realizzazione di una rete di irrigazione che, utilizzando l’acqua di superficie, possa determinare un corretto utilizzo della risorsa acqua. Nelle aree collinari debbono essere realizzati altri invasi che consentano un corretto utilizzo dell’acqua di scorrimento.
Indispensabile sarà pure la valorizzazione dei prodotti locali partendo dalla promozione di convegni, incontri, manifestazioni per creare una realtà agricola altamente qualificata.
Sensibilizzare iniziative rivolte alla promozione del Credito agrario, ridurre la tariffa sui rifiuti, svolgere un’idonea pressione perché le provvidenze stanziate in aiuto dei coltivatori colpiti da calamità naturali siano adeguate al danno subito ed arrivino con sollecitudine.
Si dovrà inoltre porre rimedio alle situazioni di dissesto idrogeologico che nel recente passato, dinanzi ad abbondanti precipitazioni, hanno prodotto danni alle colture e alle abitazioni rurali, attraverso un’opera di messa a regime dei canali, degli scoli e dei fossi, cronicamente e spesso trascurati.
Va favorito, inoltre, l’impegno rivolto ad agevolare accorpamenti ed arrotondamenti di fondi rustici, che consentiranno altresì la presenza di giovani in agricoltura, in quanto impegnati in aziende ottimali e tecnologicamente più avanzate.
Va incentivato poi il recupero del patrimonio abitativo rurale e la riconversione produttiva di alcuni settori, non dimenticando il ruolo dell’agricoltore a difesa del territorio.
Proponiamo, inoltre, una mappatura georeferenziata dell’intera rete scolante secondaria (microrilievo del deflusso) che è la responsabile principale del problema. Questo sistema di acquisizione permetterà di realizzare il controllo e la creazione di una banca dati ambientali che è il primo e più importante passo per una corretta progettazione di successivi interventi risolutivi. Attualmente infatti mancano i dati di riferimento.
Si cercherà di favorire sistematicamente la filiera corta, restituendo così dignità e risorse agli agricoltori e facendo risparmiare denaro ai cittadini. Si incentiverà perciò lo sviluppo dei “Farmer’s Market”, mercati riservati all’esercizio della vendita diretta da parte degli imprenditori agricoli ai consumatori finali, di prodotti di stagione e di ottima qualità, freschi, che non devono percorrere lunghe distanze prima di giungere sulle tavole. Incentivazione all’installazione di distributori automatici di latte fresco e formaggio proveniente direttamente dalle stalle, ed altri prodotti agricoli locali e di stagione (frutta snack nelle scuole). Un programma stabile di formazione al corpo docente delle scuole (nido, materna, elementari e medie) favorirà una reale conoscenza dei prodotti stagionali ed una riduzione degli sprechi oggi esistenti, radicando le generazioni future al proprio territorio. Saranno favoriti i centri di trasformazione dei prodotti in esubero o non atti alla grande distribuzione come per esempio la frutta matura. Incentivazione all’uso di prodotti locali. I pubblici esercizi (ristoranti, osterie, gelaterie) che utilizzano prodotti del territorio (vino, olio, salumi, formaggi, latte, frutta, verdura e fiori) acquistati direttamente dalle imprese agricole saranno pubblicizzati e valorizzati in modo che i cittadini possano accedervi in maniera consapevole. Tale sistema potrà anche essere esteso alle mense delle scuole e a quelle private.
7) INQUINAMENTO E TUTELA DELLA SALUTE:
Considerato che l’art. 32 della Costituzione tutela la salute sia come diritto fondamentale dell’individuo, che come interesse della collettività;
Che il diritto alla salute è inviolabile e prioritario rispetto alla soddisfazione di qualsiasi altro interesse, sia esso pubblico o privato, e che pertanto un potenziale pericolo sconosciuto a causa di mancanza di premura responsabile e precauzionale, non può essere lasciato passare come un rischio generale di vita;
Ci impegneremo:
1) ad assumere un atteggiamento di attenzione nei confronti dei rischi bio medici dovuti all’esposizione ad agenti inquinanti e ad utilizzare fin da ora le norme in vigore muovendo dal “principio cautelativo” secondo il quale in permanenza di un dubbio sulla soglia di rischio, si adotta la soluzione più garantista per la salute umana;
2) ad avviare quanto prima una fase di analisi e di mappatura del nostro territorio, al fine di individuare:
a) l’ubicazione delle fonti potenzialmente inquinanti;
b) la popolazione potenzialmente a rischio, facendo particolare riferimento alle aree adibite ad attività scolastiche, sanitarie, e all’edilizia residenziale in genere;
3) di impegnarsi ad intervenire negli strumenti di gestione del territorio al fine di operare una razionalizzazione delle infrastrutture tecnologiche ed una più corretta individuazione delle aree edificabili;
4) a costituire un tavolo di confronto e concertazione per la localizzazione degli impianti di cui facciano parte oltre agli uffici competenti anche comitati e associazioni ambientaliste e consumeriste;
Rifiuti: Riduzione, Riciclo, Riuso
I rifiuti devono essere visti come una risorsa e non un problema. Castel Bolognese deve diventare un comune a rifiuti zero. Attraverso il ciclo delle tre R: Riduzione, Riciclo, Riuso. Pertanto da subito dovrà essere introdotta la raccolta differenziata con appositi cassonetti muniti di tessera sconto per i cittadini virtuosi su tutto il territorio comunale, in quanto unico modo per controllare e potenziare la raccolta differenziata, per ottenere un vero riciclaggio di qualità dei materiali e per limitare l’utilizzo di discariche, le cui emissioni sono dannosissime per la salute dei cittadini. Ogni famiglia castellano verrà inoltre dotata di contenitori per la raccolta differenziata per la crescita di una cultura del riciclo.
Sarà nostro primario impegno il monitoraggio della discarica “Tre Monti” ed il controllo puntuale della stessa, per la sua messa in sicurezza. L’obbiettivo sarà quello di aumentare la percentuale di raccolta differenziata. Inoltre sono necessarie, al fine di ridurre la quantità totale di rifiuti prodotta, azioni quali:
1. promuovere l’informazione dei cittadini, educandoli alla riduzione degli imballaggi a favore dei contenitori multiuso;
2. lasciare in carico ai punti vendita gli imballaggi, dei quali per legge sono già responsabili, in modo da stimolare la riduzione da parte delle aziende produttrici;
3. accrescere la sensibilità dei singoli verso il valore derivato dalla minore produzione di rifiuti (non sporcare è meglio che pulire);
4. incentivare il passaggio dalla commercializzazione dei beni durevoli alla commercializzazione dei servizi che questi offrono (non si compra la fotocopiatrice o l’auto, ma si paga il servizio di fotocopiatura o il leasing, ecc…). Se il bene resta di proprietà del produttore, a lui spetta lo smaltimento, pertanto diventa suo interesse che aumenti la durata degli oggetti e che la progettazione venga effettuata in funzione della riparabilità e del recupero dei materiali di cui sono composti quando vengono dismessi.
Meno rifiuti si producono meno si paga, in termini di denaro e di salute. Esistono infatti, da tempo, imprese che comprano i rifiuti solidi urbani per riciclarli. Queste usano le varie frazioni della raccolta differenziata (alluminio, plastica, carta e cartone, frazione organica, vetro) come materia prima per le loro attività. L’amministrazione ne promuoverà la nascita e lo sviluppo. Il mercato derivato dal recupero e dalla trasformazione dei materiali differenziati diventerà un’ottima occasione per gli imprenditori locali per creare nuove aziende di riciclo e di conseguenza nuovi posti di lavoro. L’eventuale maggiore costo del personale impiegato nella raccolta differenziata sarà coperto sia dai proventi derivanti dalla vendita di materie prime recuperate sia dai minori costi di smaltimento dei rifiuti. Verrà valutata la revisione complessiva delle convenzioni con i soggetti operanti nei settori di competenza, senza escludere un eventuale mancato rinnovo delle stesse o nuove stipulazioni con soggetti diversi ed eticamente orientati. Un buon metodo per ridurre i rifiuti è rappresentato dai distributori automatici “alla spina” di latte, di detersivo, di cereali o di altri prodotti dalle caratteristiche idonee, che possono essere posizionati all’interno di supermercati o di negozi. Nell’ambito della ristorazione collettiva la produzione dei rifiuti solidi rappresentati dalla confezioni tradizionali delle bevande (acqua, bibite, ecc…) e i costi ambientali causati dal loro trasporto, rappresentano una parte rilevante dell’impatto ambientale complessivo. Il problema è superabile tramite la distribuzione alla spina di acqua dell’acquedotto microfiltrata (naturale o gasata) e di tutte le bevande analcoliche ottenibili dalla miscelazione in loco di “concentrati” e acqua microfiltrata.
Proponiamo anche queste altre azioni:
- abbracciare e riconoscersi nei valori della decrescita. Non solo nella teoria ma anche nella pratica. L’amministrazione comunale dovrà promuoverla e portarla negli enti locali, sperimentandola ogni giorno nelle tante progettualità che mirano, tra l’altro, al risparmio energetico, alla consociazione degli acquisti ed a una gestione sensata del territorio. Promuovere la sobrietà e l’autoproduzione attraverso seminari e incontri con la cittadinanza;
- erogare contributi comunali e certificare con un apposito marchio (progetto “Ecofeste”) le feste, sagre e manifestazioni varie che attueranno la raccolta differenziata di plastica, vetro, carta e lattine, che separeranno gli oli di frittura e che adotteranno accorgimenti per ridurre i rifiuti (vuoti a rendere, involucri biodegradabili, ecc…);
- sposare il progetto “sPiazza Mercato” che consiste nella sperimentazione di strumenti per promuovere forme di scambio, riutilizzo, condivisione, riparazione degli oggetti di uso quotidiano, al fine di allungarne il più possibile il ciclo di vita e destinarli al ruolo di rifiuto il più tardi possibile;
- introdurre gli “Acquisti Verdi” nelle politiche di acquisto di beni e servizi da parte dell’Ente pubblico, caratterizzati da una minore pericolosità per la salute umana e per l’ambiente;
- valutare eventuali contributi ed incentivi per la sostituzione delle caldaie tradizionali con caldaie ad alta efficienza e per l’acquisto di elettrodomestici (frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, ecc..) di classe A++;
- organizzare le “Serate di Ecologia Domestica”, una serie di incontri rivolti alla cittadinanza per incentivare nuovi stili di vita e consumi più consapevoli. Aperte a tutta la popolazione, dagli scolari agli anziani, avranno come obiettivo la sensibilizzazione della cittadinanza rispetto alle tematiche della sostenibilità ambientale ed in particolare riguardo alle semplici azioni virtuose che ciascuno può compiere quotidianamente. Anche i comportamenti di tutti i giorni hanno riscontri oggettivi nella qualità dell’ambiente;
- valutare l’attuazione del progetto “CambieReSti?” (Consumi, Ambiente, Risparmio energetico, Stili di vita), già adottato da altri comuni italiani. L’amministrazione (tramite formatori scelti) e i nuclei familiari del territorio si incontreranno e discuteranno sulle soluzioni possibili per consumare meno e meglio, adottando nuovi stili di vita che consentano il risparmio di risorse e di energia, la riduzione dei rifiuti e degli inquinamenti, assicurando anche un risparmio economico ed un miglioramento della qualità della vita.
Acqua, Bene pubblico
Acqua mia: buona, pulita, economica. Diritto all’acqua pubblica. Occorre che l’acqua ritorni ad essere un patrimonio pubblico, un diritto a tutti gli effetti. Crediamo fermamente ad un‘idea di pubblico in grado di erogare servizi efficienti. La privatizzazione dell’acqua non è una soluzione accettabile dal punto di vista politico, sociale, economico, ambientale ed etico. Non è ammissibile considerare l’acqua come fonte di profitto. L’acqua è un risorsa per tutti gli esseri viventi del pianeta. Le disponibilità di acqua dolce non sono inesauribili. È indispensabile preservarle, controllarle e, se possibile, accrescerle. Chiediamo che nelle bollette dell’acqua siano considerati gratuiti almeno 15 metri cubi all’anno per persona e non per contatore. A tal fine nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni sarà favorito il doppio circuito: uno per l’acqua potabile per gli usi alimentari e uno per l’acqua non potabile per gli altri usi. Inoltre sarà incentivato l’uso di acqua piovana per gli sciacquoni dei servizi igienici e andranno previste obbligatoriamente le vasche di accumulo delle acque piovane. Andranno incentivati, ove possibile, gli impianti di fitodepurazione per la depurazione naturale delle acque reflue. La gestione del servizio idrico deve essere realizzata senza finalità lucrative, deve perseguire finalità di carattere sociale ed ambientale. Gli acquedotti, le fognature, gli impianti di depurazione e le altre infrastrutture costituiscono il capitale necessario ed indispensabile per lo svolgimento di un pubblico servizio e sono proprietà degli enti locali, i quali non possono cederli. Essi, pertanto, sono inalienabili e gravati dal vincolo perpetuo di destinazione ad uso pubblico. Verrà valutata la revisione complessiva delle convenzioni con i soggetti operanti nei settori di competenza, senza escludere un eventuale mancato rinnovo delle stesse o nuove stipulazioni con soggetti diversi ed eticamente orientati. Per ridurre il consumo di bottiglie di acqua minerale, proporre la costruzione di altre ‘case dell’acqua’, da inserire in alcune zone della città.
Proponiamo alcune azioni quali:
a) ristrutturazione della rete idrica per ridurne le perdite;
b) rilevazione semestrale inquinamento corsi d’acqua nel territorio comunale con eventuale denuncia alle autorità competenti;
c) obbligatorietà di adozione dei depuratori (in assenza di rete fognaria) nelle abitazioni civili e nelle aziende con possibile contributo economico comunale;
d) promozione detersivi a basso livello di inquinamento;
e) organizzazione di incontri nelle scuole per sensibilizzare gli studenti al risparmio idrico.
Energia, più sole e meno petrolio
L’Amministrazione comunale si impegna a ridurre gli sprechi con un piano di riqualificazione energetica degli edifici pubblici. Incentiveremo la realizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (fotovoltaico), di impianti per la produzione di acqua calda dal sole (solare termico) e introducendo una certificazione energetica degli edifici. La bio-edilizia sarà incentivata con sovvenzioni, mutui agevolati, tariffe ridotte, esenzione spese burocratiche. Verranno semplificati ed incentivati gli interventi per la riqualificazione energetica degli edifici privati esistenti. Si istituirà uno sportello gratuito Energia e Ambiente che si occuperà anche di energie rinnovabili, per dare sostegno pratico a privati, a enti e ad imprese intenzionati ad usufruirne. Saranno resi disponibili elenchi di ditte convenzionate con il Comune e la modulistica per richiedere concessioni e finanziamenti, nonché l’elenco delle banche del territorio che si sono dimostrate disponibili a concedere mutui agevolati per affrontare questi investimenti. Tale servizio sarà volto a fornire informazioni riguardo alle ditte convenzionate per la vendita, l’installazione e la manutenzione delle caldaie ad alto rendimento e a condensazione, impianti di micro-cogenerazione e tri-generazione, per la riconversione dei vecchi impianti di riscaldamento, per l’installazione di pannelli fotovoltaici e solare termico. Il Comune non conteggerà nella volumetria degli immobili gli ingombri maggiorati a causa degli isolanti termici. Si investirà nelle nuove tecnologie a risparmio energetico anche per l’illuminazione pubblica procedendo a sostituire le attuali lampade con lampioni a led. Si proporrà di acquistare e installare in tempi rapidi pannelli fotovoltaici o termici su tutti i tetti degli stabili in uso dall’amministrazione comunale, comprese le scuole. Verranno inoltre istallate colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici. Si effettueranno campagne di sensibilizzazione nelle scuole mirate a ridurre il consumo di energia e a promuovere negli studenti una più alta conoscenza ed impegno nell’uso della stessa, sia nella scuola che nella vita di tutti i giorni.
8) SERVIZI:
Ogni servizio dovrà prima di tutto essere teso a ricercare la qualità e l’efficienza, rispondendo ai bisogni della gente. Per giungere ad ottenere un tale obiettivo si dovranno promuovere anche ristrutturazioni di servizi, nuovi investimenti specie nel campo dell’informatizzazione pubblica e soprattutto si dovrà operare per ricercare, nello spirito del principio di sussidiarietà, la collaborazione e il sostegno dei cittadini, delle famiglie e delle associazioni.
Riteniamo inoltre utile la possibilità di sperimentare nuove forme organizzative previste anche dal Testo Unico per gli Enti locali, come la costituzione di S.p.a. pubbliche, la nascita di Istituzioni, Fondazioni, Consorzi. Certamente la programmazione, il coordinamento e il controllo e soprattutto la responsabilità dovrà rimanere a capo della struttura pubblica, introducendo ove possibile nuove sperimentazioni.
Occorre che la sanità, la scuola, tutto quello che attiene al bisogno sociale non sia più, come se fosse un diritto divino, nelle mani dello Stato o degli Enti parastatali. Secondo il principio di sussidiarietà l’Ente statale interviene soltanto là dove non siano sufficienti le energie di servizio che nascono dalla società. Sin da ora molti servizi possono e devono essere affidati, dall’Amministrazione comunale, ad esperienze chiamate in gergo tecnico no profit, in molti casi con molti decenni di vita. Occorre riconoscere ad ogni persona il diritto di associarsi in modo operoso, per ogni formazione sociale la possibilità di promuovere realtà no profit. L’Ente locale dovrà verificare l’efficacia di queste imprese detassando ed incentivando soprattutto quelle realtà più meritevoli sotto il profilo della qualità dei servizi erogati.
Nascita e sostegno a scuole, opere di assistenza, strutture sanitarie, opere culturali, compagnie teatrali, centri di formazione che, nonostante tutti gli ostacoli burocratico-fiscali, incontrano molte persone ogni giorno e rispondono ai loro bisogni.
Per quanto riguarda la politica dei servizi crediamo che vada migliorato il livello di informazione al cittadino e che vengano introdotte forme di tutela (ad es.: lo sportello consumatori, l’introduzione della carta dei servizi, la creazione di punti di ascolto e di risposta pubblici e privati ai bisogni della popolazione.)
Precedenza nell'attribuzione dei contributi sociali (contributi affitti, bollette, assistenza, case ed asili) a madri e padri di famiglia licenziati a seguito della crisi economica.
Lotta ai Furbetti del Welfare: accordo con Agenzie Entrate e Guardia di finanza per attivare automaticamente controlli fiscali a chi richiede contributi sociali con autocertificazione.
Adotteremo un sistema per l’estensione progressiva dell’ISEE in base ad un regolamento definito, funzionale ad uniformare il più possibile sul territorio dell’unione e provinciale l’applicazione delle tariffe, con particolare attenzione ai servizi della persona e all’infanzia e agli alloggi di edilizia popolare.
Conveniamo, infine, sul blocco per il prossimo triennio di tutte le tariffe comunali relative ai servizi erogati alle persone.
Al fine di contenere l’impatto inflativo e garantire il potere di acquisto, tema di scottante attualità, oltre che l’istituzione di un organismo paritetico di controllo tra associazioni di consumatori e amministratori comunali, ci impegneremo a non aumentare le tariffe dei servizi pubblici.
E’ nostra intenzione salvaguardare i redditi da lavoro dipendente e da pensione e saremo determinati nel rivendicare scelte nel segno dell’equità per tutti i cittadini. Per questo, oltre alla diminuzione dell’Irpef comunale, proponiamo l’innalzamento della soglia di esenzione dall’addizionale comunale per i redditi individuali sino a € 18.000.
IL PROGRAMMA ELETTORALE
9) GLI STESSI SERVIZI PER TUTTO IL PAESE:
SERVIZI SOCIALI:
Sussidiarietà, servizi qualificati ed efficienti, flessibilità degli orari, possibilità di accesso saranno le condizioni da ricercare per garantire alla nostra comunità migliore qualità di vita e il riconoscimento del diritto dei cittadini ad una città dove vivere meglio e un paese nel quale solidarietà e partecipazione possono tradursi in scelte ed iniziative concrete. La qualità e l’efficienza dei servizi dovranno essere costantemente ricercate sia attraverso la qualificazione costante delle strutture e del personale dell’Amministrazione comunale, sia attraverso la definizione di apposite convenzioni con cooperative od imprese di servizi, in particolare no profit e quelle associazioni di volontariato che già svolgono un ruolo di massima importanza nel nostro comune.
L’Amministrazione comunale si impegna inoltre, anche con un sostegno finanziario, a favorire e far crescere tutte quelle iniziative che Enti ed organizzazioni porranno in essere nell’ambito dei servizi sociali nel nostro comune e territorio.
Per quel che concerne il futuro della nostra ASP opereremo al fine di mantenere il rapporto fra territorio, cittadino e ASP il più vicino possibile alle esigenze della nostra città.
Sarà inoltre nostro impegno risolvere le problematiche legate alla chiusura del Tribunale di Faenza, con soluzioni che portino all’erogazione dei servizi giudiziari nella nostra città.
a) FAMIGLIA
La famiglia deve divenire il nucleo di riferimento primario nelle politiche di welfare, tutelando la stessa con interventi a livello trasversale. Il tema delle risposte domiciliari nel caso di assistenza degli anziani e dei non autosufficienti (gravi patologie, handicap ecc.), la cura dei figli devono trovare forme di maggior tutela anche attraverso politiche incentivanti. Vanno tutelate in particolare le famiglie numerose e a basso reddito e quelle che hanno in carico persone non autosufficienti e casi sociali. Si provvederà ad intervenire per il sostegno economico di quei nuclei familiari che si sono accollati l’onere di assumere collaboratori domestici. Riteniamo inoltre di presentare progetti di intervento a favore della famiglia come: prestiti sull’onore, riduzioni tariffarie, sussidi continuativi ed una tantum, assegni per le famiglie numerose, interventi di aiuti in caso di affido e/o adozione ecc.
b) ANZIANI
Il nostro obiettivo principale è rivolto al sostegno, atto a consentire e ad aiutare l’anziano, privilegiando la sua presenza nella famiglia. Per questo è fondamentale aiutare le famiglie sperimentando nuove forme di aiuto anche utilizzando le risposte del Volontariato e del Servizio Civile volontario. L’impossibilità di questa soluzione deve trovare sbocco in strutture ricettive, pubbliche e private, che agevolino la sua autosufficienza. La valorizzazione degli anziani ancora autosufficienti deve essere un obiettivo preciso per potere maggiormente garantire la loro presenza nella società, facendoli sentire parte integrante.
Il Comune potrà integrare con proprie quote, a fronte di particolari situazioni, il minimo pensionistico. Anche per il ricovero nella casa protetta/casa di riposo si propone la possibilità di integrare la retta di ricovero per i più bisognosi.
Dovrà inoltre essere rafforzata l’assistenza domiciliare, il telesoccorso e il servizio infermieristico domiciliare in accordo con la nostra ASL.
Saranno estese le iniziative quali:
orti per anziani, ginnastica geriatrica, soggiorni estivi, gite turistiche, iniziative di educazione sanitaria, assegnazione di mini appartamenti per anziani e sperimentazioni di cohousing.
c) DONNE
Cambiamo Castello considera preziose e persino indispensabili le competenze, le sensibilità e la praticità delle donne, la loro strutturale e vitale capacità di “essere per” (che in questo tempo troppo si nega e si capovolge...). Le Donne di oggi, grazie anche all’esperienza e alle sofferenze di quelle di ieri, guardiano fiduciose verso il futuro con tutte le passioni e le problematiche, riuscendo, con le doti naturali di dolcezza, determinazione e consapevolezza a far sentire in modo forte e chiaro la loro parola e la loro presenza.
Contro ogni forma di discriminazione e violenza nella famiglia, nel lavoro, nella società.
A tal fine opereremo per la realizzazione dei seguenti punti:
- inserimento delle politiche di pari opportunità fra quelle fondamentali di interesse generale della collettività in capo al sindaco invece che nel programma dedicato ai soggetti a rischio;
- riconoscimento del ruolo fondamentale dei Centri Antiviolenza all’interno della nostra comunità, la valorizzazione del ruolo di queste strutture;
- progettazione di azioni e interventi per rendere più sicuri per le donne il trasporto pubblico e le strade;
- promozione di studi e conoscenza sui temi della mobilità di genere, sugli impatti delle tecnologie sul mercato del lavoro e sulle abitudini delle donne;
- creazione di un’offerta di attività educative durante i periodi di sospensione della scuola, sia invernali che estivi ed implementazione del tempo pieno anche per la scuola secondaria di primo grado (scuole medie);
- possibilità di un coordinamento di servizi di babysitting, pur gestiti in regime di sussidiarietà, promuovendo corsi di formazione per le babysitter e un albo di riferimento.
Insieme ci batteremo per una reale e concreta affermazione delle pari opportunità in ogni settore della vita privata e pubblica.
Insieme donne e uomini per una politica più donna, insieme donne e uomini della nostra città per un futuro sempre più rosa.
d) DISABILI
Abbattimento delle barriere architettoniche ed adeguamento degli edifici e degli spazi pubblici. E’ prioritario renderli totalmente accessibili e fruibili a tutti i portatori di disabilità. Servizi adeguati e differenziati a seconda del tipo di disabilità. Adottare tutte le possibili iniziative volte a migliorare l’integrazione scolastica degli studenti con disabilità. Incentivare l’assistenza domiciliare con un supporto alle famiglie non solo monetario, ma soprattutto di reale assistenza. Applicazione delle attuali normative affinché le ASL si impegnino ad attuare programmi per la riabilitazione dei cittadini portatori di disabilità (motoria, mentale e visiva), finalizzati al miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro: corsi di orientamento alla mobilità, di informatica, di autonomia personale e domestica, ecc… Sviluppo attività di formazione continua verso le nuove professioni. Incentivare la collaborazione con Cooperative Sociali per la formazione di Volontari, fin dall’età scolastica, per servizi alla persona e sviluppo progetti mirati.
e) SERVIZI PER L’INFANZIA ED EDUCAZIONE SCOLASTICA
Opereremo per una maggiore qualificazione e per un potenziamento dei servizi già operanti, favorendo il collegamento fra i vari ordini di scuola e sviluppando il settore delle attività extra scolastiche, anche in collaborazione con le strutture private e le associazioni esistenti sul nostro territorio (Associazione Genitori ecc.).
Ci adopereremo per:
- ottimizzazione della gestione del personale e valorizzazione e potenziamento degli asili nido e delle scuole dell’infanzia comunali e statali, con accesso e pagamento delle quote in base alla residenza prolungata, al reddito/ISEE, alle famiglie in gravi difficoltà economiche;
- mantenere e potenziare il rapporto di collaborazione con le scuole paritarie sulla base di nuove convenzioni, abbattendo gran parte dei costi di gestione e strutturali più urgenti e prioritari;
- voucher alle famiglie che, collocandosi sotto una fascia di reddito determinata e non avendo trovato risposta al proprio fabbisogno nell’offerta pubblico privata dei servizi all’infanzia, debbono gestire autonomamente gli oneri educativi e di assistenza;
- creazione di un’offerta di attività educative durante i periodi di sospensione della scuola, sia invernali che estivi ed implementazione del tempo pieno anche per la scuola secondaria di primo grado (scuole medie), in particolare per le famiglie con disabili minori;
- creare una parità effettiva tra scuola statale e paritaria con libertà di insegnamento, realizzata attraverso un sistema scolastico che garantisca l’educazione dei figli secondo la volontà dei genitori e nel quale siano i cittadini ad erogare finanziamenti alle scuole;
- promuovere un rapporto più stretto e costante tra scuola e territorio, in particolare fra scuola e servizi culturali;
- promuovere e sostenere iniziative di qualificazione e di sperimentazione;
- favorire l’insediamento di nuove realtà universitarie e scolastiche di istruzione di secondo grado;
- creare un collegamento con i poli universitari della nostra Regione al fine di raggiungere una formazione universitaria anche a distanza;
Per il tempo libero sosterremo tutte le attività che sorgeranno dalla spontanea aggregazione di cittadini e/o promosse da Enti o associazioni private e di volontariato.
10) ASSOCIAZIONI, CULTURA, VOLONTARIATO:
L’operato dell’Amministrazione comunale dovrà porre in risalto la valorizzazione dell’opera e della iniziativa delle famiglie e dell’Associazionismo locale favorendo punti e momenti di aggregazione culturale e del tempo libero. Particolare attenzione dovrà essere posta alla valorizzazione di una cultura della sussidiarietà che è origine di una autentica solidarietà, accresciuta a livello locale per l’iniziativa di associazioni di volontariato verso le quali l’Amministrazione comunale opererà al fine di instaurare rapporti di solidale collaborazione, favorendone la crescita e lo sviluppo, non escludendo sostegni di natura economica.
Lo sviluppo avutosi a Castel Bolognese nel campo delle attività culturali deve trovare risposta concreta attraverso la realizzazione di strutture in grado di dare risposte adeguate al bisogno di aggregazione culturale nel nostro comune.
Integrazione ed educazione alla multiculturalità
Un tema delicato e difficile che va affrontato in maniera decisa e consapevole.
Le nostre proposte:
· realizzazione di un centro interculturale e religioso, luogo ideale di incontro di culture e fedi diverse.
· creare un programma di integrazione ed educazione alla multiculturalità, a cominciare dalle scuole;
· costruire relazioni positive, attraverso interventi finalizzati allo sviluppo di un società interculturale, basata sulla pacifica convivenza delle diversità, sulla capacità di sintetizzare positivamente i conflitti derivanti dalle difficoltà di dialogo e fondata sui diritti e doveri di cittadinanza;
· curare i percorsi di apprendimento della lingua italiana;
· assicurare i diritti della presenza legale, mediante interventi volti a garantire adeguate forme di conoscenza dei doveri previsti dalla normativa nazionale ed europea (azioni di informazione, orientamento, consulenza ed assistenza legale), nonché sviluppare azioni contro le discriminazioni, per motivi razziali, etnici, religiosi, ecc…;
· realizzare una serie di interventi in ambito scolastico, riconducibili al sostegno all’apprendimento della lingua italiana, agli interventi volti a fornire strumenti interculturali, ed alle attività di socializzazione nel tempo libero (extra-scolastiche) svolte a favore di minori stranieri e delle loro famiglie.
11) GIOVANI:
La questione giovanile è seria e richiede risposte urgenti. E’ necessaria, quindi, una conoscenza approfondita dei problemi e delle necessità dei giovani. Sappiamo che Castel Bolognese è un paese dove i giovani per esigenza di socialità e di divertimento sono molto spesso costretti ad “emigrare” verso altre città. Per questo l’elaborazione ad hoc di risposte ai giovani deve partire da uno studio della situazione, per offrire risposte serie e non strumentali.
Nel frattempo si potranno utilizzare le strutture esistenti per attività di svago e sportive che coinvolgano l’interesse di tutti. Si dovranno inoltre promuovere in collaborazione con l’associazionismo locale e con le spontanee aggregazioni giovanili iniziative di interesse culturale e di divertimento che possano rendere importante il nostro paese.
Sarà, inoltre, attivato un servizio di informazione che consentirà di offrire ai giovani notizie, proposte relative ad iniziative culturali, ricreative e possibilità di trovare lavoro.
E’ inoltre necessario creare nuovi posti di lavoro adeguati alle capacità e potenzialità giovanili, oltre che ai desideri.
Sarà indispensabile diminuire l’imposizione fiscale, oggi elevatissima, per i giovani lavoratori autonomi e garantire a tutti, ad un prezzo accessibile, un alloggio che consenta loro di formarsi una nuova famiglia, acquistando quell’autonomia che oggi è negata dall’altissimo costo degli appartamenti.
· Creare un centro di ascolto con specialisti che si occupino in forma anonima delle problematiche dei giovani che sono sempre più inascoltati dai genitori
· Ampliamento della durata dei centri estivi a tutto il periodo estivo per aiutare i genitori che devono lavorare e non hanno parenti disponibili
· Creazione sul sito web del Comune di un Forum per raccogliere idee, opinioni e suggerimenti su quali siano le reali esigenze dei giovani castellani
· Istituire, in collaborazione con altri comuni, associazioni e locali della zona e non, una rete trasporti notturni a basso costo per un divertimento sicuro
· Creazione, preferibilmente utilizzando edifici esistenti, di un centro di aggregazione polifunzionale (con annesso l’accesso gratuito alla rete web) per i giovani gestito da loro stessi per incentivare attività culturali e musicali
· Progetti di sensibilizzazione realizzati con le associazioni competenti, sul fenomeno dilagante dell’assunzione di alcolici e stupefacenti da parte dei giovani
IL PROGRAMMA ELETTORALE
12) SPORT E TEMPO LIBERO:
Castel Bolognese città dello sport
Castel Bolognese è anche la città dello Sport a tutto tondo, con un glorioso passato e presente fatto di grandi eccellenze e straordinari campioni. Il nostro obiettivo è, partendo dalle nuove generazioni, trasmettere il seme della sportività, per ricreare quel tessuto di sana competizione, crescita sociale ed educativa.
a) Patrimonio sportivo
• Riqualificazione e ammodernamento dei centri sportivi di proprietà Comunale con revisione delle tariffe di accesso.
• Agevolazioni e sgravi ai privati al fine di permettere ed incentivare le ristrutturazioni di impianti sportivi.
• Incremento e miglioria dell’offerta comunale ricreativa per i giovani in età scolastica, durante l’estate ed i periodi di chiusura delle scuole.
b) Sport per tutti
• Valorizzazione del ruolo dell’associazionismo sportivo.
• Protocolli d’intesa con le associazioni.
• Convenzioni comunali con strutture private per garantire l’accesso a tutti.
• Priorità alle associazioni nella gestione degli impianti sportivi comunali.
• Incentivi per quelle società sportive che. propongono progetti finalizzati all’attività sportiva per i soggetti più fragili.
c) Sport strumento di integrazione e valorizzazione delle diverse abilità
La pratica di un’attività sportiva è un diritto irrinunciabile per tutti. Non solo la disabilità non può più essere considerata un ostacolo insormontabile per chi voglia fare sport, ma esso è senza pari il principale veicolo di emancipazione e di integrazione. Lo sport deve essere uno strumento educativo per il rispetto delle diversità. Bisogna rispondere all’esigenza di avviare un confronto sulle esperienze e le prospettive di inclusione sociale offerte dalla pratica sportiva. Sport e disabilità sono un connubio possibile, praticabile e da incentivare per chi ha responsabilità politiche. Le istituzioni devono promuovere iniziative ed essere al fianco delle realtà dell’associazionismo e del terzo settore che si impegnano in tal senso. Verranno proposte, sulla base di esperienze positive delle associazioni di volontariato, alcune attività volte a raggiungere questi scopi, come i tornei ludici, le olimpiadi dell’integrazione, ecc. Lo stesso dicasi a riguardo delle diversità e delle barriere razziali. Lo sport deve essere uno dei principali mezzi per scardinare i pregiudizi e promuovere la tolleranza, l’integrazione, il rispetto reciproco e la pace.
13) SANITA’:
Sviluppare il sistema sanitario per rendere più efficace l’assistenza medica, favorire la salute e migliorare la qualità delle cure, anche attraverso una migliore integrazione fra pubblico e privato. Più prevenzione ed informazione, maggiore efficienza nel servizio ospedaliero, eliminazione degli sprechi. Salvaguardia del diritto di autodeterminazione in campo sanitario. Mantenere il rapporto fra territorio, cittadino, AUSL e ASP il più vicino possibile alle esigenze della nostra città, evitando lo smantellamento dei reparti e dei servizi della nostra struttura ospedaliera di Faenza. Servizi e prenotazioni in tempi certi ed accettabili, dando la possibilità al cittadino di poter fruire delle stesse prestazioni in tempi brevi e al medesimo costo del pubblico, presso strutture ospedaliere convenzionate.
14) AREE VERDI:
Opereremo per il recupero e la riqualificazione delle aree a verde e dei Viali a partire dal perimetro del Centro storico, con particolare attenzione ai Viali Cairoli e Umberto I°. Tutto potrà essere realizzato anche attraverso l'utilizzo di sponsorizzazioni da parte di Istituti di credito, aziende, fondazioni, enti a tutela dell'ambiente. Creeremo inoltre apposite aree destinate agli animali domestici (cani, gatti, etc.)
15) ARREDO URBANO:
Si dovrà provvedere all’arredo di tutto il centro storico, dei viali principali della nostra città e dei diversi quartieri, non escludendo, nella progettazione e nella realizzazione, il sostegno e le iniziative economiche di imprese private e di istituti bancari. Provvederemo inoltre a porre in atto ogni iniziativa, con la compartecipazione pubblico/privato, per la manutenzione, abbellimento e valorizzazione delle rotatorie e delle aree verdi del nostro territorio. Dove ancora esistono dovranno essere abbattute le barriere architettoniche, realizzando scivoli e accessi adeguati a portici e marciapiedi.
16) PATRIMONIO ARTISTICO:
Opereremo a favore della tutela e della valorizzazione delle bellezze naturali ed artistiche della nostra terra. L’enorme tesoro d’arte e di storia che possediamo va difeso ed utilizzato quale insostituibile fonte di ricchezza economica, lavorativa e culturale.
Occorrerà promuovere fra i cittadini e soprattutto fra i giovani una cultura di relazioni con il territorio, esaltandone i rapporti storici, culturali ed ambientali.
Sarà, inoltre, necessario considerare determinante il ruolo degli artisti per migliorare l’aspetto della nostra città. Dobbiamo imparare ad esigere la bellezza negli spazi pubblici in accordo con la nostra storia e le nostre tradizioni culturali.
Occorrerà, infine, rilanciare l’intervento del capitale privato nel restauro, nella conservazione e valorizzazione delle opere d’arte della nostra città.
Occorrerà, infine, rilanciare l’intervento del capitale privato nel restauro, nella conservazione e valorizzazione delle opere d’arte del nostro paese, in particolare il Molino di Scodellino, che dovràdiventare una struttura polivalente che accolga funzioni didattiche-testimoniali, culturali, eno-gastronomiche. Non escludiamo la possibilità di ricostruire, con il sostegno economico pubblico e privato, simboli della storia e tradizione del nostro paese quali la torre civica e il campanile della Chiesa di S. Francesco.
Il Natale di Castel Bolognese, 13 aprile 1389 – “E De’ dla Fundazio”
Attraverso l’istituzione di una festa pubblica che coinvolga tutto il nostro paese commemoreremo, ogni anno, con iniziative rivolte a tutta la cittadinanza il giorno della fondazione di Castel Bolognese.
Progetto “Beni Culturali Digit” - Digitalizzazione dei Beni Culturali del Comune di Castel Bolognese.
Il mondo dei beni culturali sta vivendo una fervida fase di promozione e valorizzazione del proprio patrimonio, anche per l'innovativo utilizzo di strumenti di conoscenza e comunicazione di tipo informatico.
Indubbiamente cambia in modo radicale lo “strumento” con cui comunicare, ed i linguaggi ad esso connessi, ma, di contro, si stanno raggiungendo fasce di utenza altrimenti difficilmente coinvolgibili con strumenti di tipo tradizionale.
Nel contesto attuale, la realtà virtuale (Web e altri strumenti multimediali) diviene un potentissimo strumento per la conoscenza, la didattica, la comunicazione e la valorizzazione del patrimonio.
La diffusione della cultura è uno strumento fondamentale per un più alto livello della qualità della vita e per affermare il valore aggiunto di una cultura. I soggetti culturali pubblici, fra i quali gli enti locali, hanno lo scopo di diffondere la cultura a gente diversa sia per la loro crescita individuale,
sia come strumento per sensibilizzare sul patrimonio; per questi scopi i siti Web e gli altri strumenti multimediali sono riconosciuti come un importante, innovativo ed oggi, più che mai necessario mezzo di comunicazione. Il nostro Comune, attualmente, sconta un deficit di comunicazione nella diffusione della cultura attraverso tali innovativi strumenti tecnologici.
Si rende perciò necessario un intervento energico in questo ambito, a partire dai beni culturali di proprietà del nostro Comune. Prime fra tutti le strutture museali cittadine, per giungere infine agli innumerevoli edifici di pregio storico di proprietà demaniale, ecclesiastica e privata.
Il progetto “Beni Culturali Digit” intende dunque offrire l'opportunità di mettere in rete questo vasto patrimonio culturale attraverso l'utilizzo degli strumenti informatici.
Tutto questo a partire dalla creazione di un sito web che sia la vetrina virtuale per tutti i beni culturali del nostro Comune. Un sito web che dovrà necessariamente partire dal patrimonio e dalle collezioni delle strutture museali, per poi ampliarsi a tutti gli edifici di pregio storico del nostro territorio comunale.
Oltre alla creazione di un sito web, altro importante strumento multimediale interattivo in continua diffusione è il QR Code. I QR code, queste piccole immagini quadrate che possiamo interrogare grazie a semplici lettori che utilizzano i sistemi fotografici dei nostri smartphone, consentono di accedere a contenuti aggiuntivi davanti a ogni singolo oggetto e sono dunque un perfetto ponte tra realtà offline e realtà aumentata del mondo web. I Beni culturali smettono così di essere realtà isolate, per trasformarsi nel punto focale di una rete di informazioni.
Il lavoro maggiore per la realizzazione del Progetto “Beni Culturali Digit” resta comunque quello di preparazione dei testi, attività che in ogni caso è a carico degli organi scientifici e della sistemazione dei diversi percorsi di visita, altra attività che richiede una gestione ad alto controllo scientifico interno. Per la messa in funzione di questi sistemi, la responsabilità della preparazione dei testi e della sistemazione dei percorsi è inevitabilmente interna alla struttura comunale (dipendenti e volontari). Il lavoro tecnico, consistente nella registrazione dei file di testo o video, nel loro trasferimento sul sito Internet e nella generazione dei codici qr, è solo una parte minore del lavoro complessivo. E questa parte può essere sicuramente gestita anche all'interno dei servizi comunali o tramite una rete di volontari.
Per una gestione tecnica del sistema basato sul QR code non sono comunque richieste grosse conoscenze. Si tratta di saper realizzare i file che si vogliono rendere disponibili, con specifica attenzione agli strumenti della infomobilità che ad esempio richiedono pagine web ottimizzate per la versione mobile, e di avere l'accesso a un server web, che può essere lo stesso utilizzato per il sito Internet, dove poterli scaricare per renderli disponibili alla consultazione dell'utente. Unica altra necessità per completare il sistema è l'utilizzo di un generatore di codice QR, facilmente e liberamente reperibile su Internet. Mettendo a disposizione il codice QR, che verrà generato in formato png, ad esempio sulla didascalia di un opera esposta al museo avremmo in funzione un sistema di audioguida democratico che potrà funzionare su qualsiasi piattaforma.
Naturalmente perché il sistema funzioni davvero è necessario che il telefonino abbia la connessione ad Internet o che nella zona ci sia la copertura wi-fi.
Questa, in sintesi, l'illustrazione del Progetto, che potrebbe essere realizzato per il nostro Comune a “costo Zero”, se escludiamo il tempo che ciascun operatore dovrà necessariamente dedicarvi.
17) CIRCONVALLAZIONE E VIABILITA’:
Nostro primario impegno sarà la riparazione e la nuova asfaltatura di diverse strade che già da moltissimo tempo si trovano in condizioni di rischio per la viabilità.
Nella realizzazione della Circonvallazione monitoreremo costantemente le varie fasi di costruzione, in accordo con le associazioni agricole, valorizzando le aree adiacenti nel rispetto dell’ambiente e tenendo conto dell’impatto paesistico di tale infrastruttura, non escludendo l’utilizzo di percorsi viari già esistenti e realizzando collegamenti intermedi con il paese, al fine di evitare che il nostro comune risulti eccessivamente isolato. Non escludiamo inoltre la realizzazione di un nuovo sistema viario che congiunga la Casolana Riolese con la Via Emilia all’altezza della Cupole (asse viario attualmente come “secondaria” nel PSC).
Si intende procedere alla progettazione di una nuova viabilità comunale che preveda un riassetto della via Emilia Interna con l’apertura parziale di Piazza Bernardi a parcheggio e la progressiva realizzazione di parcheggi su un lato della Via Emilia Interna eliminando gli attuali ed inutili marciapiedi a fianco dei portici, l’eliminazione di dossi pericolosi per la circolazione e i mezzi di soccorso. Prevediamo inoltre la sincronizzazione dei restanti impianti semaforici e la loro graduale dismissione contestualmente alla realizzazione della nuova circonvallazione, la sostituzione degli stessi con rotatorie e opportuni svincoli.
Attraverso le misure sopra descritte si giungerà ad ottenere una miglior sicurezza sulle strade, minor inquinamento (poiché il traffico risulterà notevolmente più fluido con meno impianti semaforici) e la conseguente eliminazione del Photored, fonte di numerosi ricorsi presso l’autorità giudiziaria e strumento pressoché inefficace per la prevenzione di incidenti stradali.
Acquisto di ammonitori radar in sostituzione degli attuali autovelox fissi. Tale ultima determinazione consentirà un’efficace sistema di prevenzione per evitare incidenti nei tratti di strada pericolosi, in quanto strumenti dissuasori per l’eccessiva velocità dei veicoli.
Si ritiene altresì di dover migliorare la viabilità nell’ambito comunale, creando un collegamento migliore tre la zona ponente e levante della via Emilia e la Stazione Ferroviaria e, in particolare, in prossimità delle scuole e della struttura ospedaliera e della casa di riposo.
Il nostro impegno sarà profuso per la implementazione del collegamento ferroviario con le città di Bologna, Ravenna e Forlì, attraverso accordi con le Ferrovie dello Stato, la Regione, l'area metropolitana bolognese e le province interessate.
Elaborare un piano complessivo, capace di definire concretamente regole, modalità, spazi, interventi, azioni, sperimentazioni utili a favorire una mobilità più a misura di cittadini e rispettosa dell’ambiente. Tale piano dovrà prevedere iniziative di sensibilizzazione e di educazione alla mobilità sostenibile quali:
· PediBus e BiciBus;
· iniziative varie che educhino all’utilizzo della bicicletta, alla sua scoperta come fenomeno di costume, di sport, di storia ma soprattutto di prevenzione sanitaria;
· giornata annuale della mobilità sostenibile;
· sperimentazione di nuovi sistemi sostenibili di trasporto come il Car-pooling (più persone nella stessa auto, che si mettono d’accordo per usare lo stesso mezzo per lo stesso percorso), in collaborazione con la Banca del Tempo.
· Implementazione, miglioramento e messa in sicurezza delle piste ciclabili.
IL PROGRAMMA ELETTORALE
18) SICUREZZA:
Affermiamo il diritto dei cittadini alla vita e alla tranquillità in città, nelle strade, nelle proprie case. Sostegno e maggiori mezzi alle forze dell’ordine nella lotta contro la delinquenza. Si richiede inoltre un coordinamento delle forze dell’ordine tramite un protocollo operativo per la realizzazione di un’attività in primo luogo preventiva e, poi, repressiva. Sarà indispensabile dotarsi di mezzi idonei, l’uso delle nuove tecnologie, l’utilizzo delle telecamere come deterrente alla microcriminalità, l’uso di stazioni mobili di ascolto e di prevenzione. Vigilanza rigorosa all’immigrazione clandestina e al nomadismo. È prioritario inoltre promuovere il potenziamento degli organici delle Forze dell’Ordine.
È fondamentale promuovere il potenziamento dell’organico della Caserma Carabinieri e provvedere alla conseguente costruzione di nuova Caserma, ed aprire un dialogo con il Ministero dell’interno per ottenere l’istituzione di una Sezione Distaccata del Commissariato PS di Faenza.
Offriremo inoltre spazi, formazione e risorse alla cittadinanza che volontariamente, anche in forma associata, desideri svolgere attività a salvaguardia della sicurezza della città.
Attraverso tali misure sarà possibile prevenire e far fronte ai gravi episodi delittuosi che hanno funestato anche nel recente passato il nostro Comune, eliminare la continua e costante diffusione della prostituzione sulle strade del nostro territorio, e limitare ed azzerare il rischio sicurezza a cui quotidianamente sono sottoposti i cittadini e le imprese di Castel Bolognese vittime di ripetuti atti criminosi (furti, danneggiamenti, minacce ecc.).
19) AMMINISTRAZIONE COMUNALE:
L’azienda comune deve essere efficiente nella sua organizzazione gestionale ed efficace nei servizi erogati ai cittadini.
Occorrerà quindi procedere ad una riforma dello Statuto regolamenti e della dotazione organica.
In questo nuovo ambito dovrà essere perseguita una nuova cultura del lavoro, basata sulla progettualità e sull’ottenimento dei risultati, avvalendosi di una maggiore connotazione manageriale delle strutture.
Sarà inoltre necessario procedere ad una attenta verifica dei servizi locali gestiti dall’ente pubblico per valutare l’opportunità di sviluppo di questi servizi a rilevanza economica, anche attraverso nuove forme di gestione affidata a convenzioni con altri comuni e/o affidamento a società miste pubblico privato o private.
Stipuleremo accordi e partnership con fondazioni, istituti bancari, aziende e associazioni per la sponsorizzazione di opere pubbliche a servizio della città.
E’ fondamentale inoltre predisporre progetti nuovi per favorire il servizio civile, elaborando una progettazione articolata anche tra i Comuni dell’Unione. Si può notare come il Volontariato civile svolga un ruolo fondamentale in molti Comuni. Questo ruolo va confermato e migliorato sempre nel rispetto delle leggi vigenti anche allargando i campi di azione.
Ci impegneremo per eleggere un Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze. La sede dove i giovani e le giovani elaborano proposte per migliorare la città in cui vivono, per esprimere le loro opinioni, per confrontare le loro idee e per discutere liberamente nel rispetto delle regole.
Ogni cittadino avrà poi modo di conoscere in maniera approfondita il funzionamento della macchina comunale attraverso attività informative che verranno proposte nell’arco dell’anno.
Realizzeremo impianti fotovoltaici sugli edifici pubblici, in maniera tale da realizzare un risparmio energetico e produrre energia pulita.
20) RISPARMIO ENERGETICO ED ENERGIE RINNOVABILI
L’uso razionale dell’energia può essere considerato come una vera e propria fonte energetica rinnovabile!
Avendo l’obiettivo di realizzare prodotti o servizi di quantità e qualità invariati ma con un minor consumo di energia primaria ed eventualmente con un maggior impegno di risorse d’altro tipo, quali capitale, lavoro, materiali, ecc. ha anche il benefico effetto di creare nuovi posti di lavoro.
· Piano Energetico Comunale (PEC). È indispensabile redigere un nuovo Piano Energetico Comunale applicando quanto la legge 10/91 già prescrive. L’obiettivo di carattere generale del P.E.C. é l’integrazione del fattore “energia” nella pianificazione del territorio, individuando le scelte strategiche migliorare lo stato ambientale della città e promuovere l’uso razionale delle risorse, nella direzione di uno sviluppo sostenibile. Il PEC ha tra i suoi principali obiettivi lo studio degli indirizzi per attivare interventi di razionalizzazione nell’uso dell’energia e lo sviluppo delle fonti rinnovabili, sia nel settore pubblico sia quello privato. Il PEC per esempio dovrà prevedere l’incentivazione per i costruttori di realizzare abitazioni ad alta efficienza energetica, redigendo una classificazione delle abitazioni in base al livello di risparmio energetico. Potrà prevedere forme d’incentivazione all’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili, e si incentiveranno i finanziamenti collettivi per la realizzazione di impianti fotovoltaici.
· Riduzione drastica, tramite un preciso piano di investimento, dei consumi energetici dell’Amministrazione Comunale che si ripercuotono sul singolo cittadino tramite le tasse comunali.
· Riqualificazione energetica degli edifici comunali tramite l’applicazione delle tecniche di intervento adeguate alle varie casistiche (per esempio eventuali vincoli storici, artistici e normativa edilizio urbanistica), riducendo al minimo con i dovuti accorgimenti la dispersione termica ed il consumo di gas combustibile per il riscaldamento con sistemi a maggiore efficienza energetica.
· Illuminazione pubblica a led. Con la trasformazione degli impianti – otto lampade tradizionali da 250 Watt con sei impianti a LED da 180 Watt – si ottiene un risparmio energetico che si attesta ben sul 50%, pur mantenendo un livello di illuminazione estremamente coerente con le esigenze dell’illuminazione pubblica. I consumi drasticamente inferiori, sia rispetto ai tradizionali lampioni con lampade ai vapori di mercurio sia con le più recenti ai vapori di sodio ad alta pressione, e la durata di gran lunga maggiore (superiore alle 50.000 ore, quindi, almeno 12 anni di utilizzo), unitamente ai ridotti costi di manutenzione, consentono di rendere gli impianti con tecnologia a LED decisamente più vantaggiosi rispetto a quelli tradizionali. Per sua natura, quindi, la luce generata dai LED può essere direzionata con estrema precisione, consentendo di illuminare le aree desiderate senza dispersioni, in linea anche con le recenti normative in materia di riduzione dei consumi energetici e dell’inquinamento luminoso.
· Incentivazione della produzione distribuita di energia elettrica come micro-eolico e fotovoltaico, con tecnologie che utilizzano le fonti fossili nei modi più efficienti, come la co-generazione diffusa di energia elettrica e calore, a partire dagli edifici più energivori: ospedali, centri commerciali, industrie con processi che utilizzano calore tecnologico, centri sportivi.
· Sfruttamento delle aree inutilizzate di copertura degli edifici pubblici per l’installazione di impianti fotovoltaici possibile grazie a mutui a tasso agevolato stipulati con le banche locali.
· Il Sole a costo zero. Attraverso questo progetto si offre ai cittadini residenti un percorso assistito per la realizzazione di un impianto di produzione di energia elettrica tramite pannelli solari fotovoltaici. Il Comune, o eventualmente una società di servizi, acquista i pannelli fotovoltaici grazie al finanziamento di Istituti di Credito locali; si occupa poi dell’installazione e rimane ovviamente il beneficiario dell’elettricità prodotta. Grazie a tale elettricità prodotta, nonché venduta al Gestore del Servizio, il comune fa fronte al finanziamento bancario, dimezza la bolletta delle famiglie coinvolte e paga il lavoro d’ufficio e di montaggio. Dopo vent’anni, comunque, la proprietà degli impianti e dell’intera produzione passa alle famiglie stesse.
· Apertura di uno sportello EcoCastel Bolognese (anche informatico) dove i cittadini potranno avere informazioni e documentazione su acquisti verdi, risparmio energetico, bio-architettura, mobilità sostenibile, ecc. Per i costi del servizio si potranno coinvolgere ditte private locali.
· Incentivazione alla formazione di Gruppi di acquisto sia per il risparmio energetico sia per sistemi di produzione di energia.
· Associazione a Comuni Virtuosi per condividerne intenti e idee già sperimentate con successo (Associazione Comuni Virtuosi).
· Attivazione del lavoro agile e del telelavoro per i dipendenti pubblici.
21) CONNETTIVITA’
· La copertura della Rete è fondamentale, in quanto può essere utilizzata per lavorare, per comunicare, per formare comunità, per informarsi. La Rete è trasparenza. Ancora oggi però a Castel Bolognese la copertura wireless è praticamente assente.
· La connettività rappresenta l'infrastruttura base su cui far viaggiare idee, opinioni, servizi e numerose altre attività. L’accesso all’informazione attraverso la Rete è un modo intelligente per portare cultura e servizi da una parte all’altra del pianeta in modo veloce ed efficace. Per quanto riguarda l'informazione, a differenza della televisione, portare internet in ogni casa è un processo gratificante, progressista, culturale. Il web da voce a tutti ed è quindi libera dalle manipolazioni dei pochi a danno dei molti.
· Internet permette la comunicazione tra persone e la trasmissione di documenti, ne consegue un risparmio di carta e tempo e la possibilità di offrire moltissimi servizi che ancora oggi necessitano di lunghe code agli sportelli. La connettività non deve andare a discapito della salute. Le leggi nazionali e regionali prevedono che i comuni possano realizzare un piano antenne.
· Potrà sembrare paradossale, ma inquinano molto meno tante antenne di bassa potenza, che poche antenne di elevata potenza.
· Le compagnie telefoniche cercano la massimizzazione dei profitti, ed hanno interesse a installare poche antenne ad alta potenza. Attraverso il piano antenne le si può obbligare a ridefinire sia le installazioni future che quelle pregresse. L’Italia è il Paese con la maggiore diffusione di smartphone, ma le pubbliche amministrazioni hanno utilizzato questo canale con i cittadini in modo assolutamente scarso, ed è per questo che investendo in servizi in mobilità potremo ottenere molteplici vantaggi: maggiore accessibilità ai servizi e comunicazione più immediata ai cittadini.
· Creazione di un piano antenne per tutto il territorio comunale. Diffusione di punti Wi-Fi nel territorio del Comune per una massima copertura, in particolare nelle aree attualmente scoperte. Introdurre in 5 anni, la possibilità di avere via Internet, ogni tipo di documento e modulistica di competenza comunale. Servizi comunali disponibili, ogni volta che questo sia possibile, via Internet. Meno carta, meno costi, meno spostamenti, meno inquinamento. Promuovere corsi di informatizzazione e Internet, con l’istituzione di un centro di formazione e aiuto. Dotare le scuole comunali di strutture per l’accesso a Internet (pc, stampanti, ecc.) da parte di studenti e insegnanti. Investire in professionalità, risparmiando in licenze. Introducendo software open source (gratuito) nella pubblica amministrazione, semplicemente sostituendo i sistemi operativi proprietari, si andrebbero a risparmiare risorse da investire in posti di lavoro e non in licenze d’uso. Già altre città d’Italia hanno adottato questa soluzione, con risparmi di centinaia di migliaia di euro ogni anno. Dotare la polizia municipale di terminali che, attraverso la rete WiFi, siano in collegamento con il sistema di video sorveglianza o altri applicativi a loro dedicati senza sostenere alcun costo per la connettività. Fornire itinerari, percorsi multimediali ed informazioni turistiche per i turisti attraverso apposite applicazioni per smarthphone. Adottare un software che permetta ai cittadini di segnalare problemi di non emergenza e di seguirne lo stato risolutivo via internet. Ciò consentirebbe ai cittadini, ai gruppi, alle associazioni, ai media, agli enti locali ed alle autorità pubbliche di prendersi cura e di migliorare la propria città.
22) GIUSTIZIA FISCALE:
E’ necessario porre mano alla riforma del nostro sistema fiscale ingiusto, oppressivo, vessatorio e giungere ad una sua rapida semplificazione. Più servizi e riduzione degli sprechi che gonfiano la spesa pubblica.
Per quanto concerne il tema dei prezzi e delle tariffe crediamo opportuno rispettare i seguenti punti:
- costituzione di un osservatorio comunale sui prezzi con il coinvolgimento delle associazioni dei consumatori;
- iniziative per aumentare la trasparenza dei prezzi e l’informazione ai consumatori;
- contenimento dell’eventuale aumento delle tariffe dei servizi pubblici locali entro il tasso d’inflazione programmato;
- attività di monitoraggio congiunto sull’andamento dei prezzi.
L’Amministrazione comunale si impegnerà ad un confronto preventivo nella predisposizione del Bilancio con l’associazionismo, le Organizzazioni Sindacali e di Categoria, il terzo settore, i forum di rappresentanza ecc. per dare vita al cosiddetto progetto di Bilancio Partecipato, al fine di realizzare appieno una sperimentazione di democrazia partecipata.
Chiediamo il voto dei cittadini per cambiare veramente il nostro comune, per una città ricca di iniziative e di speranze.